lunedì, giugno 30, 2003
Il computer portatile. Portatile? 12 chili di zaino, 3 chili di PC, 8 chili di carta inutile, 1 chilo di aggeggi del PC, il lettore cd esterno, cavi di rete rotti, cavi telefonici e altre cose indefinibili ma sicuramente utili.
Mai usate.
Arrivi dal cliente, dove mi metto? Ah qui?! mmm... scusi, posso prendere questa sedia? dov'è la presa di corrente? dov'è il cavo di rete? scusi, l'utenza di rete? mi scusi ancora, l'indirizzo del server?....quante domande....
A volte sogno una scrivania, legno chiaro, sedia rossa imbottita, con ruote, schienale leggermente molleggiato. Foto sulla scrivania, portapenne con tante penne, evidenziatore, una cucitrice MIA. La chiave della macchinetta del caffè. Le chiacchiere davanti alla macchinetta, i pettegolezzi, le malignità, la routine giornaliera, settimanale, mensile, la noia, le piccole ripicchine tristi da ufficio, le menate quotidiane, tutti i giorni stesso posto, stessa gente, stessa carta, stesso portapenne..... 12 chili di zaino.
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Non c’ero…io a San Siro nel 1985 non c’ero. Avevo già il biglietto in mano, avevo già il passaggio per lo stadio, ero già d’accordo con gli amici. Poi fu il NO, assoluto, perentorio, indiscutibile NO, secco. Era l’anno del Heysel, era l’anno di Sheffield, era l’anno di tutte le tragedie possibili negli stadi. E non c’è stato verso di implorare che un concerto rock non è una partita di calcio, era la parola STADIO che non andava bene. Giurai che non avrei mai perdonato, avevo 16 anni. Non parlai con mia madre per due settimane, ripensandoci fu una cosa pure buffa. L’intransigenza dell’adolescenza.
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Che noia, arcinoia, niente da fare, noia mortale. Stare al lavoro a fare presenza. Nulla da fare, voglia di navigare, di leggere i commenti sul concerto, di cazzeggiare in giro per la rete. Di fare altro. Di piscina, di leggere, di andare a fare la spesa. Di non essere qui.
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28 giugno 2003 - Le mani, le mani, quante mani alzate, che applaudono, che si tengono, immobili nella sorpresa di sentire e risentire canzoni inattese, insperate....
La gente, la gente, oddio quanta gente!!! Ragazze e ragazzi, bambini che dormono stremati dopo aver guardato sopresi e perplessi mamma e papà saltellare e cantare....gli stessi del 1985 gli stessi ma non qualche chilo in più e qualche capello in meno...siamo cresciuti insieme.
La pioggia tanta pioggia...tutti bagnati, pure il palco, pure lui....e un po' di invidia sugli anelli, la voglio anch'io la pioggia...
La musica...non smette, non vuole smettere, neanche con le luci accese...continua più forte, Rosalita, e si vede che andrebbe avanti ancora e anche tutti noi...
Grazie.
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